Il nuovo regolamento sugli Inquinanti Organici Persistenti

  • Carlo Sala Editor in Chief

Abstract

La Convenzione sugli Inquinanti Organici Persistenti (Persisten Organic Pollutants POPs) è stata adottata in occasione della conferenza tenutasi a Stoccolma dal 22 al 23 maggio 2001 ed è entrata in vigore il 17 maggio 2004. L’articolo 1 della Convenzione di Stoccolma recita:

In accordo con l'approccio precauzionale sancito dal principio 15 della Dichiarazione di Rio sull'ambiente e lo sviluppo, l'obiettivo della presente convenzione è di proteggere la salute umana e l'ambiente dagli inquinanti organici persistenti.”

Il gruppo dei 12 POPs originari comprende pesticidi: (aldrin, clordano, DDT, dieldrin, endrin, eptacloro, mirex, toxafene, esaclorobenzene), sostanze destinate a importanti usi industriali quali i PCB, sottoprodotti indesiderati di reazioni chimiche o di combustioni quali PCDD e PCDF. A livello europeo il riferimento primario è costituito dal Regolamento (CE) n. 850/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo agli inquinanti organici persistenti e che modifica le direttive 79/117/CEE e 96/59/CE [Gazzetta ufficiale L 158 del 30.04.2004].

Il regolamento riguarda specificamente la produzione, la commercializzazione, l'uso, le emissioni e l'eliminazione delle sostanze oggetto di divieti o limitazioni in virtù della convenzione di Stoccolma o del protocollo UNECE relativi agli inquinanti organici persistenti.

 

Evoluzione regolamentare e ampliamento della famiglia dei POPs

 

In considerazione dei nuovi studi disponibili, sono stati pubblicati dall’UE negli anni immediatamente successivi nuovi atti che ampliano l’area dei POPs regolamentati. (Proposta di regolamento del Consiglio, del 31 maggio 2006 e Decisione del Consiglio, del 24 aprile 2006, che propone emendamenti degli allegati I - III del Protocollo di Aarhus del 1998 nell'ambito della convenzione di Ginevra sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a lunga distanza).

La decisione 2006 mira ad includere nel campo d'applicazione della Convenzione di Stoccolma le 4 sostanze che figurano nel protocollo UNECE ma finora non sono incluse nella convenzione: pentabromodifeniletere, clordecone, esabromobifenile, esaclorocicloesano.

Occorre poi inserire nella Convenzione e nel Protocollo del 1998 anche le seguenti sostanze: esaclorobutadiene, octabromodifeniletere, pentaclorobenzene, policloronaftalene, paraffine clorurate a catena corta.

Nel documento della Commissione Europea “Identification, assessment and prioritisation of EU measures to reduce releases of unintentionally produced/released Persistent Organic Pollutants” (Final Report del 25 luglio 2006) vengono riportati in tabella sinottica i 16 POPs del protocollo UNECE-POP con l’indicazione sulla produzione, l’uso e le restrizioni. Tale strutturazione viene ripresa nel documento “The 16 New POPs” An introduction to the chemicals added to the Stockholm Convention as Persistent Organic Pollutants by the Conference of the Parties. Stockholm Convention Secretariat, United Nations Environment, International Environment House, Geneva, June 2017.

 

Il Regolamento n. 850/2004.”, dopo aver subito le varie modifiche nel corso della sua validità, è stato rimaneggiato, riordinato, modificato,  riscritto, “rifuso” e quindi abrogato.

Dal 15 luglio 2019 il testo di riferimento per gli inquinanti organici persistenti “Persisten Organic Pollutants” è il Reg. (UE) 2019/1021 del 20 giugno 2019, rifusione del Reg. 850/2004.

Il nuovo regolamento contiene attualmente 33 sostanze

A detta del Consiglio UE “Il nuovo regolamentoè ora in linea con le più recenti modifiche della convenzione di Stoccolma, che fornisce il quadro giuridico globale per eliminare la produzione, l’uso, l’importazione e l’esportazione di inquinanti organici persistenti. Diverse modifiche avvicinano il regolamento alla normativa generale dell’UE in materia di sostanze chimiche, apportando maggiore chiarezza, trasparenza e certezza del diritto a tutte le parti coinvolte nell’attuazione del regolamento.”

Il Regolamento (art. 5, comma1) rispetto alle scorte di POPs dispone che “dovrebbero essere trattate alla stregua di rifiuti, mentre le scorte di sostanze di cui sono ancora consentiti la fabbricazione e l’uso dovrebbero essere notificate alle autorità competenti ed essere soggette a un’adeguata sorveglianza.” cioè “le scorte esistenti di POPs, o di sostanze che li contengano, dovrebbero essere gestite come rifiuti quanto prima.”

l’ECHA viene coinvolta direttamente nel coordinamento e nella gestione degli aspetti amministrativi, tecnici e scientifici, e inoltre nello scambio di informazioni.

Occorre ricordare a chi pratical’igiene industriale che anche per le molecole aggiunte valgono le seguenti considerazioni:

La diffusione in ambiente dei POPs è uno dei fattori che li rende particolarmente insidiosi.

Il bioaccumulo (bioconcentrazione e biomagnificazione) costituisce un fenomeno importante per la catena alimentare. Persistenza e lipofilicità sono determinanti per il bioaccumulo attraverso la catena trofica degli organismi fisiologicamente predisposti a fare da accettori e trasmettitori.

 

La via di penetrazione nell’organismo umano di gran lunga più importante è attraverso gli alimenti; questi costituiscono la matrice ambientale più indagata. Dati sperimentali di concentrazione nelle altre matrici, pur in misura diversa per i vari POPs, sono disponibili e costituiscono la base per valutare il daily intake. Il monitoraggio biologico costituisce uno strumento privilegiato di conoscenza della dose accumulata e delle possibili correlazioni con le matrici ambientali.

Published
2019-08-01
Section
Editorial