Modifiche al Testo Unico Ambientale: novità sulla disciplina delle emissioni in atmosfera

Bianca Patrizia Andreini

Abstract


Il problema della qualità dell’aria che respiriamo è al centro delle normative europee e anche delle normativa italiana che tra il 2017 e il 2018 prevede il recepimento di varie direttive in materia di emissioni e di qualità dell’aria.

Per quanto riguarda le emissioni il 19 dicembre 2017 è entrato in vigore il D.Lgs.183 del 14 novembre 2017 in recepimento della Direttiva 2015/2193/UE. 1

Il Decreto Legislativomodifica la Parte V del D.Lgs. 152/2006, Testo Unico Ambientale (di seguito TUA), contiene l’aggiornamento della disciplina relativa agli stabilimenti che producono emissioni nell’atmosfera non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale,introduceinoltre le indicazioni europee sugli impianti medi di combustione recependo la Direttiva 2015/2193/UE , interviene anche sulle procedure autorizzatorie, sui valori limite di emissione e aggiorna l’apparato sanzionatorio.

Di seguito si riporta la sintesi di alcune modifiche importanti riguardanti il monitoraggio delle emissioni e i valori limite di emissione.

Il comma 4 dell’art. 269 ( Autorizzazione alle emissioni in atmosfera per gli stabilimenti) è stato modificato per precisare che nell’autorizzazione è indicata la periodicità del monitoraggio di competenza del gestore e non, come prevedeva il testo previgente, dei controlli (che adesso sono solo quelli effettuati dall’autorità competente così come meglio precisato all’art. 271 ).

Un’ulteriore modifica è volta a stabilire che le prescrizioni relative alle emissioni diffuse, che già secondo il testo previgente sono contenute nell’autorizzazione:

- possono essere anche di carattere gestionale;

- devono essere finalizzate ad assicurare il contenimento non di tutte le emissioni ma solamente delle fonti su cui l’autorità competente valuti necessario intervenire.

L’art. 271 (Valori limite di emissione e prescrizioni per gli impianti e le attività) del TUA, il quale disciplina la determinazione, in sede di autorizzazione, dei limiti di emissione che lo stabilimento (inclusi i medi impianti di combustione) deve rispettare, nonché le modalità di monitoraggio e controllo del rispetto degli stessi, ha subito numerose modifiche ed integrazioni:

Al comma 5 viene introdotta la possibilità di fare riferimento alle migliori tecniche disponibili (BAT ) al fine di stabilire valori limiti di emissioni e prescrizioni nell’autorizzazione anche per impianti non sottoposti ad Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).

Il comma 17 pone una netta distinzione tra i compiti di controllo (affidati all’autorità) e quelli di monitoraggio (affidati al gestore), chiarisce infatti che il gestore effettua il monitoraggio mentre i controlli e l’accertamento del superamento dei valori limite spettano all’autorità competente. Il gestore per il suo monitoraggio utilizza metodi di campionamento e analisi previsti nell’autorizzazione e individuati in sede di rilascio, rinnovo o riesame dell’autorizzazione sulla base delle pertinenti norme tecniche CEN o, ove queste non siano disponibili, sulla base delle pertinenti norme tecniche nazionali, oppure, ove anche queste ultime non siano disponibili, sulla base delle pertinenti norme tecniche ISO o di altre norme internazionali o delle norme nazionaliprevigenti. I controlli da parte dell'autorità competenteper l'accertamento del superamento dei valori limite di emissione sono effettuati sulla base dei metodi specificamente indicati nell'autorizzazione per il monitoraggio di competenza del gestore.

Nel nuovo comma 17 viene però introdotta un’eccezione al sistema di netta distinzione dei compiti di controllo e monitoraggio: prevede infatti, che i controlli da parte delle autorità competenti e l’accertamento del superamento dei limiti di emissione sono effettuabili anche attraverso un sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni curato dal gestore ( di seguito SME), ma alle seguenti condizioni:

- che l’autorizzazione preveda espressamente l’utilizzo ai fini del controlloo qualora l’installazione sia prevista dalla normativa nazionale o regionale;

- che loSME sia conforme all’allegato VI alla Parte Quinta del TUA;

- che sullo SME sia implementata la norma UNI EN 14181

 

Vengono introdotti due nuovi commi, dopo il comma 20, destinati a disciplinare le procedure da seguire qualora si accerti la non conformità dei valori misurati ai limiti di emissione prescritti sia nel corso dei controlli effettuati dalle autorità competenti (comma 20-bis), sia nel corso del monitoraggio effettuato dal gestore (comma 20-ter).

In entrambi tali casi viene prevista la cessazione dell’esercizio dell’impianto se la non conformità può determinare un pericolo per la salute umana o un significativo peggioramento della qualità dell’aria a livello locale.

Una importante novità è l’introduzione dell’art. 272-bis :Emissioni odorigene, che pone le basi per la legiferazione in questo settore. L’art. 272-bis consente alle regioni di prevedere misure per la prevenzione e la limitazione delle emissioni odorigene degli stabilimenti, che possono configurarsi in valori limite di emissione (espressi in concentrazione) per le sostanze odorigene, nonché in prescrizioni impiantistiche e di specifiche portate massime o concentrazioni massime di emissione odorigena espresse in unità odorimetriche.

L’articolo 272-bis prevede altresì che il Coordinamento tra Ministero, regioni ed autorità competenti in materia di aria ambiente (previsto dall’art. 20 del D.Lgs. 155/10) promuova un esame congiunto e l’elaborazione di indirizzi in relazione alle emissioni odorigene al fine di garantire l’armonizzazione delle discipline regionali.


Keywords


emissioni

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References


D.Lgs.183/2017


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