Nuova normativa sui campi elettromagnetici

Carlo Sala

Abstract


ll 29 giugno 2013 è stata pubblicata sulla Gazzetta Europea L 179 la Direttiva 2013/35/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici). Si tratta della ventesima direttiva particolare ai sensi dell’articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE e che abroga la direttiva 2004/40/CE. Recepisce i contenuti alle recenti linee guida dell’ICNIRP (International Commission on Non Ionizing Radiation Protection), in particolare le raccomandazioni sui campi magnetici statici del 2009 e quelle sui campi elettrici e magnetici a bassa frequenza (1 Hz - 10 MHz) del 2010, comprese le indicazioni per la valutazione dei rischi, per la prevenzione di effetti nocivi sulla salute e per l’adozione di misure per ridurre il livello di rischio.
La Direttiva esplicita alcuni criteri preventivi e operativi: “La riduzione dell’esposizione ai campi elettromagnetici può essere realizzata in maniera più efficace attraverso l’applicazione di misure preventive fin dalla progettazione delle postazioni di lavoro nonché dando la priorità al momento della scelta delle attrezzature, dei procedimenti e dei metodi di lavoro, alla riduzione dei rischi alla fonte. Disposizioni relative alle attrezzature e ai metodi di lavoro contribuiscono quindi alla protezione dei lavoratori che ne fanno uso. È tuttavia necessario evitare la duplicazione delle valutazioni nel caso in cui le attrezzature di lavoro rispettino i requisiti del pertinente diritto dell’Unione sui prodotti che stabilisce livelli più rigorosi di sicurezza rispetto a quelli previsti dalla presente direttiva. Ciò consente in molti casi una semplificazione delle valutazioni”. “Il datore di lavoro ha inoltre diritto di tener conto, se del caso, dei livelli di emissione e di altri dati appropriati relativi alla sicurezza forniti per le attrezzature dal fabbricante o dal distributore, in conformità del pertinente diritto dell’Unione, inclusa la valutazione dei rischi, ove applicabile alle condizioni di esposizione sul luogo di lavoro o sul luogo di installazione”.
Viene introdotto rispetto alla precedente norma un doppio sistema di limiti e valori di azione:
“VLE relativi agli effetti sulla salute” al di sopra dei quali i lavoratori potrebbero essere soggetti a effetti avversi per la salute, quali il riscaldamento termico o la stimolazione del tessuto nervoso o muscolare.
I “VLE relativi agli effetti sensoriali” al di sopra dei quali i lavoratori potrebbero essere soggetti a disturbi temporanei delle percezioni sensoriali e a modifiche minori delle funzioni cerebrali.
I “livelli di azione (LA)” distinti in inferiori (connessi agli effetti sensoriali) o superiori (connessi agli effetti sulla salute) che consentono di descrivere e controllare in modo più articolato gli effetti dovuti alle basse frequenze e per prendere le opportune misure di protezione o prevenzione specificate nella presente direttiva.
Il sistema di limiti e valori di azione per le radiofrequenze e microonde non ha subito sostanziali modifiche. Sono stati introdotti nuovi criteri per le deroghe in particolare per le attività legate all’utilizzo medico delle attrezzature di risonanza magnetica (RM) e viene lasciata agli stati membri la possibilità di ulteriori deroghe per circostanze eccezionali. In questi casi il datore di lavoro deve comunque attuare valutazioni e adempimenti che garantiscano in modo documentato l’assenza di rischi per i lavoratori.
Oltre che in campo sanitario è aumentato il numero di apparati che utilizzano i campi elettromagnetici anche nei processi produttivi, ad esempio forni e riscaldamento ad induzione in campo siderurgico forni a microonde e a radiofrequenza per il riscaldamento, l’essicazione e la cottura nell’industria alimentare: meriterebbero un numero ben maggiore di valutazioni dell’esposizione.

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